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Mari Aperti: antologia di racconti fantastici

Raccolta benefit in favore di Open Arms alla quale ho partecipato con i mio racconto Gli orfani di Assalung.

Una reliquia rubata nella leggendaria Atlantide, un vascello inviato ad intercettare dei mercanti di schiavi, due mercenarie in battaglie senza respiro tra spade e stregonerie, il legame tra la figlia di un pirata e uno splendido drago delle onde, due mondi che tornano a interconnettersi, una terra che può essere guarita solo da un sacrificio, tre furfanti male in arnese alle prese con una leggendaria isola d’argento, un personaggio che si ribella al suo autore e lo convince a riscrivere la sua storia, le avventure mozzafiato di un gruppo di pirati italici in un Mediterraneo famelico e oscuro e, per chiudere in saggezza, un viaggio nella narrativa fantastica di ambientazione marina.
11 autrici ed autori, 10 illustratrici e illustratori per un volume pieno di storie, d’immagini, di stili, di ambientazioni diverse, destinato a raccogliere fondi per Open Arms e a sostenere il soccorso in mare, mostrando così il volto solidale della narrativa fantastica italiana.

Autori: Alessandro Chiometti, Marta Duò, Andrea Marinucci Foa e Manuela Leoni, Francesco Lanza, Mauro Longo, Maikel Maryn, Jill Parker, Monica Serra, Giorgio Smojver, Federica Soprani

Illustratori: Barbara Aversa, Claudio Calia, Daniela Giubellini, Andrea Piera Laguzzi, MalaSpina, Morgana Marinucci, Viviana Marinucci, Giulia Darcy Rosati, Pietro Rotelli, SoloMacello

Acquistando Mari Aperti darai un contributo concreto all’operato di Open Arms nel salvataggio di vite nel Mediterraneo, infatti il ricavato di ogni acquisto andrà direttamente all’ONG senza passaggi intermedi.

Per conoscere meglio il progetto Senza Confine visita il sito www.senzaconfine.altervista.org
Per conoscere le attività di Open Arms: https://www.openarms.es/it

Published: 27 Luglio 2020

Victorian Solstice volume 2

Nulla che sia innocente può durare, nulla che sia bello.

Londra 1891: Jericho Shelmardine, il medium più chiacchierato di Londra, e Jonas Marlowe, ex ispettore di Scotland Yard, sono soci nell’agenzia investigativa J&J Investigations.

Quando il Visconte di Chelsea e la sua innamorata Boudicca Lovelace si presentano da loro chiedendo aiuto per fuggire da Londra e coronare il proprio sogno d’amore, i due investigatori non possono sapere che si ritroveranno invischiati in una guerra senza quartiere tra la più potente organizzazione criminale dell’East End e la cellula più oscura e subdola dei servizi segreti britannici. Ma loro sono abituati alle sfide impossibili.

Come quando Mary Kelly, prostituta di Whitechapel, offre loro tutti i suoi risparmi per rintracciare il mostro di cui è innamorata, l’Orco. Dal passato di Jonas riemerge una vecchia conoscenza, Harper McLeay, e la trama s’infittisce, fino a un epilogo degno di un romanzo gotico. Ma chi sceglierà alla fine la bella tra il mostro e l’eroe?

Jonas e Jericho, paladini dei perduti, custodi dei dimenticati, sono rassegnati a dover fronteggiare solo casi insoliti. Ma forse è l’unico modo che hanno per pareggiare i conti col passato e costruire un nuovo futuro, insieme.

 

Per maggiori informazioni visita il sito www.victoriansolstice.it

Published: 18 Giugno 2020

Il cammino del Sapiente – Recensione di Persefone per Feel the Book

Revisionato in Italia il 20 gennaio 2020

Formato: Formato Kindle
Bellissimo: posso definire questo libro solo così.

Leggere quest’opera è stato un unico vero piacere, un viaggio nella poesia di dettagliate descrizioni, di immagini vivide, di personaggi ricchi e complessi, con personalità di valore. La Soprani ci porta in un mondo fantasy assolutamente credibile in cui, almeno in questo volume, sono gli uomini e i loro pensieri a dominare.

Profondamente diversi l’uno dall’altro i protagonisti si “intersecano” completandosi come il reticolo di vicoli che corre nella fortezza dove l’autrice ha ambientato la storia, ricchi di colori come i boschi che circondano la città, colori che vibrano come la passione che li unisce.

Tre uomini, tre vite, tre destini che il fato lega in maniera indissolubile.

Questo non è un libro fatto di azioni eclatanti, è una storia creata da pensieri, riflessioni, gesti, una storia di un re e dei suoi amori.

Uther è un uomo d’azione, un uomo che non si nega nulla, violento e irruento nella vita come nell’amore e nel sesso; insofferente ai doveri di corte rincorre le sue passioni e segue il suo istinto anche se lo conduce all’eccesso.

Il suo fratellastro, Maddox il Bastardo, gli tiene testa. La passione, il loro passato, le violenze che hanno affrontato, hanno creato tra loro un legame indissolubile. Il sentimento che li unisce brucia come il fuoco. Maddox è l’amico fedele, l’amante appassionato, l’innamorato geloso, l’uomo che mai abbandonerà il suo re.

Infine Briden. Si era allontanato dalla sua famiglia per una vita di studi ma il dover intercedere proprio con re Uther lo porta in un mondo che non condivide. Uther lo attrae, lo ipnotizza, lo attira a sé e Briden si fa fagocitare in un triangolo in cui catalizza le attenzioni dei fratelli. Briden è la mente e il cuore, la sua mancanza e intollerabile.

Per tutti il finale è una sferzata alla storia; il cliffhanger ci trascina in un buio che solo il prossimo libro potrà dissipare

Aspetto, tremo ma aspetto.

Editing a cura di Ash.

Published: 26 Gennaio 2020

Il cammino del Sapiente – recensione di Lucia Eva Sistro

La trinità di una trilogia.
Un lupo nero famelico, imprigionato nei limiti di un ruolo dorato. Un Re.
Una volpe argentata irrequieta, combattuta tra l’essere lì o altrove. Un guerriero.
Un diamante grezzo curioso, inconsapevole del suo valore e dei suoi bisogni. Un sapiente.
Nel legame profondo tra Uther e Maddox – fusione indissolubile tra un vissuto di sofferenza e un sentimento travolgente – si inserisce in punta di piedi Briden – che con la sua sincerità ed i suoi modi poco ortodossi porterà una ventata d’aria pura alla Corte degli inganni e delle apparenze – fino ad una triplice dipendenza emotiva, e non solo.
La narrazione coinvolge per intensità e delicatezza, ammalia per raffinatezza e potenza.
L’autrice sa scrivere bene, ormai ne ho la conferma: la capacità introspettiva di sviscerare l’anima; l’apparente facilità con la quale riesce a rendere vive le ambientazioni con poche pennellate sensoriali; la caratterizzazione scrupolosa dei personaggi; il centellinare informazioni durante il percorso, per finire con un colpo di scena che mette in pausa le Cronache di Daederian.

Published: 26 Gennaio 2020

Il cammino del Sapiente – Laura et Lory #mèpiaciuto

venerdì 27 dicembre 2019

Il cammino del Sapiente (di Federica Soprani – Triskell) #mèpiaciuto

Ritengo che ogni libro sia un viaggio e se non ho dato 5 stelle a questo romanzo è perché il viaggio è solo all’inizio.

Ritengo che al centro stesso dell’immaginario collettivo ci sia la forza di chi riesce a creare mondi e a raccontarli.

L’autrice ci riesce, ci prende per mano e con una scrittura ricca e fluente ci fa da guida, portandoci a scoprire Briden. Un ragazzo solo, indifeso, studioso, dimesso, oppresso dal costante confronto con un gemello ingombrante. L’autrice porta questo giovane uomo a confrontarsi con due personaggi potenti, prepotenti, forti, volitivi. Lo immaginiamo, quindi, schiacciato, manipolato, sottomesso il nostro Briden. E invece… invece il cammino conduce il Sapiente a scoprire ben più di una città rutilante e una corte sfarzosa, più della realtà dei propri desideri e sentimenti. Briden non indossa altri gioielli che se stesso, e sfavilla e abbaglia un re che molti temono, a ragione, e un mistero vivente come Maddox il Bastardo, fratellastro e amante del re. Non fate l’errore di considerarlo solo un fantasy, tanto meno un semplice m/m. Ci sono uomini che si amano, sì. Ci sono momenti di coinvolgimento totale dei sensi. Ma la storia si nutre di questo senza essere solo questo. Poiché è il primo volume di una trilogia, non possiamo immaginare dove il viaggio ci condurrà. E quanto ci sarà da soffrire. Le ombre incombono su Briden, su re Uther, su Maddox. Aspettiamo con ansia il secondo volume e intanto godiamo del piacere più antico del mondo: quello di una storia ben narrata.

Prima domanda: bisogna dirlo chiaro, spesso nei fantasy le descrizioni sono un fardello feroce sulle spalle del povero lettore. Poi arrivi tu e ci mostri quadri, squarci, vere e proprie fotografie. Di più, ci fai sentire i profumi, i sussurri, gli aromi. Svela il tuo segreto: tu a Llyle ci vivi, non è così?

Potrei rispondere “Magari”. Di certo mi piace aggirarmi tra le sue strade e le sue piazze, riempirmi gli occhi della sua bellezza, le orecchie del suo frastuono, il naso dei suoi profumi. Ho sempre avuto questa sindrome del dover entrare a tutti i costi in luoghi che esistevano solo nella mia mente, e, da quando ho iniziato a scriverne, mi ha preso l’urgenza di renderli visibili (e visitabili) anche per chi mi legge. Forse ha a che fare con il fatto che da quando avevo quindici anni ho iniziato a essere un Master nei giochi di ruolo, Dungeons and Dragons in primis. Per me è sempre stato un imperativo categorico portare i miei giocatori dentro i mondi che creavo per loro, immergerli il più possibile nell’atmosfera dell’ambientazione all’interno della quale si muovevano. Non a caso, la maggior parte dei miei racconti fantasy sono ambientati nello stesso continente, Kessarine.

Daederian invece l’ho creato appositamente per Il cammino del Sapiente, ma la situazione mi sta già sfuggendo di mano, perché sono già nati un paio di racconti, completamente slegati dal romanzo, ambientati nei suoi territori.

Giochi di ruolo a parte, posso dire a mia discolpa che sono cresciuta leggendo alcune autrici fantasy che hanno saputo fare dell’ambientazione e della descrizione degli scenari un loro marchio di fabbrica inarrivabile, Tanith Lee per prima. E a Tanith devo anche molti altri aspetti della mia scrittura. Ma niente spoiler…

Seconda domanda: quali sono i tuoi numi tutelari, narrativamente parlando?

La già citata Tanith Lee. Lessi il suo Rossa come il sangue, declinazione vampirica personalissima della favola di Biancaneve, quando avevo quindici canni (cavolo, quando avevo quindici anni sono successe un casino di cose!!), e dopo quel racconto ho iniziato a cercare forsennatamente libri suoi. Il Ciclo delle Terre Piatte lo considero forse la sua opera migliore, anche se ha scritto talmente tanto, spaziando tra fantasy, horror e fantascienza, che sarebbe difficile esprimere un parere obiettivo. Cyron, il suo cavaliere dai capelli color dell’alba, protagonista dell’omonima raccolta di racconti, è stato il padre (e anche la madre) di moltissimi miei personaggi, in particolare di Chrysale, sui cui ho scritto una serie di racconti che spero prima o poi di pubblicare.

Poi sicuramente Angela Carter, altra autrice prolificissima, creatrice di ambientazioni e atmosfere inarrivabili e di personaggi indimenticabili. La conobbi per caso, dopo aver visto il film di Neil Jordan In compagnia dei lupi. O forse fu la mia amica Sonia a regalarmi un suo libro quando compiei… quindici anni? possibile… Il libro era La camera di sangue, ancora una raccolta di favole rivedute e corrette, tra cui quel In compagnia dei lupi da cui Jordan ha tratto il suo splendido film, ma soprattutto perle come La signora della casa dell’amore, o Il re degli gnomi. Una scrittura ricca, sontuosa, sensuale. Ancora oggi rileggendo qualsiasi cosa scritta da lei mi sento gradevolmente intossicata.

Terza musa è un’altra donna, Paola Capriolo. Sempre Sonia, alla quale devo molto della mia educazione adolescenziale, mi regalò La grande Eulalia, raccolta di racconti pubblicata dalla Capriolo quando aveva appena 24 anni, che vinse nel 1988 il Premio Berto per l’Opera Prima. Racconti fiabeschi, magici, permeati di quella materia sottile e ineffabile che separa il mondo reale da quello dei sogni, e che a volte diviene così rarefatta da consentire il passaggio di suggestione e presenze da un mondo all’altro. Oltre alla Grande Eulalia, ho amato della Capriolo in particolare il NocchieroUna di loroCon i miei mille occhiQualcosa nella notte. Storia di Gilgamesh, signore di Uruk, e dell’uomo selvatico cresciuto tra le gazzelle, ma soprattutto Vissi d’amore, personalissima rivisitazione della storia di Tosca, vista dagli occhi del Barone Scarpia.

Terza domanda: si può avere l’indirizzo di Maddox?

Volentieri! Al momento non posso rivelarlo, perché rischierei di spoilerare cosa sta succedendo nel secondo libro. Ma ci possiamo mettere d’accordo in separata sede…

Quarta domanda (tornando serie): se dovessi scegliere un tuo romanzo nel quale trasferirti con armi e bagagli, quale sceglieresti?

Come tornando serie? Niente Maddox? Ok, lo hai detto tu…

Un romanzo in cui trasferirmi? Domanda insidiosa. Con tutti i casini che faccio capitare ai miei personaggi non farei certo un favore a me stessa a volermi impantanare nella loro stessa situazione. Comunque direi Luthais, in fase di scrittura, perché permette a persone apparentemente normali di entrare in contatto con un mondo meraviglioso e terribile. Forse non sopravvivrei a lungo, ma ne varrebbe la pena.

Quinta domanda: dicci del secondo volume o di qualsiasi progetto tu abbia in piedi onde sanare l’astinenza dalla tua scrittura.

Luthais me lo sto portando avanti da anni. Tengo moltissimo a questa ambientazione, nata nell’ambito di un gioco di ruolo, come spesso accade con i mondi che creo. Ho impiegato tantissimo ha trovare la strada per raccontare di questa ambientazione, ma alla fine credo di averla trovata. Il problema è che, vista la natura del luogo di cui parlo, ogni volta che sono costretta ad allontanarmene è difficilissimo tornarci dentro. Spero che i suoi cancelli rimangano sempre aperti per me.

Per quanto riguarda la trilogia di Daederian, il secondo volume si chiama L’Ordalia del Bastardo, e ha come protagonista proprio Maddox. Quando ho deciso di scrivere questa storia ho pensato subito di incentrare ognuno dei tre volumi in particolare su uno dei tre protagonisti, ma non aveva capito all’inizio quanto questa scelta avrebbe portato ciascuno di loro a intraprendere un cammino interiore (e non) fatto di esperienze belle e brutte, dolorose e appassionanti, per accedere a un nuovo livello di sé. Con Briden era più intuibile, perché la sua stessa natura di Sapiente lo portava a percorrere un cammino di evoluzione e presa di coscienza. Ma alle fine mi sono resa conto che Maddox e Uther, ciascuno a suo modo, sebbene diano l’impressione di essere uomini giù maturi e arrivati, devono ancora scoprire molte cose di loro stessi. Il loro cammino sarà molto più difficile.

Grazie infinite per avermi dato la possibilità di rispondere a queste domande e per aver apprezzato Il cammino del Sapiente. Quando vuoi tornare a Llyle sarai sempre la benvenuta!

Published: 27 Dicembre 2019