Recensioni: L’alchimia degli opposti 1

The nerd family

Leggere  L’alchimia degli opposti di Lucia Guglielminetti e Federica Soprani è stato, per gli amanti dei vampiri come me, un attesissimo ritorno alle origini.

Da anni si rincorrono al cinema e in letteratura alcune tipologie di vampiri che poco o nulla hanno da spartire con il vero archetipo dello strigoi, basti pensare al famosissimo Edward Cullen di Twilight, giusto per fare un esempio.  Per quanto mi riguarda, invece, se cerco di immaginarmi un figlio della notte la mia mente corre a quelli descritti da Anne Rice in “Intervista con il vampiro” o a quelli dei manuali di giochi di ruolo della famosa serie letteraria “The masquerade”, creature pronte a tutto, dedite a intrighi politici, inquiete e inquietanti allo stesso momento. Così sono i protagonisti del libro abilmente scritto dalle due autrici, animali tormentati e angustiati, sospesi tra passato e presente, vittime di nostalgie, rimorsi, rimpianti, anime più afflitte dello stesso miserabile essere umano. L’immortalità le ha sicuramente elevate ma le ha anche per sempre marchiate e corrotte.

Alchimia degli opposti

Alchimia degli opposti

Il romanzo è composto da cinque racconti, posti in costante climax uno dietro l’altro e che riusciranno a soddisfare il palato di ognuno di voi. Nel primo si descrive l’incontro dei due protagonisti, iniziando a delineare le loro principali caratteristiche fisiche e caratteriali e mostrando come i due inizialmente interagiscano tra loro. Piano piano approfondiremo sempre più i punti di forza e le debolezze di Raistan e Guillaume fino ad arrivare all’ultimo racconto, “LSDA” che è quello forse più completo e con il ritmo più sincopato, ricco di azione, suspense e pathos.

Raistan Van Hoeck è olandese ed è tra i due la figura ancora più fortemente legata alle passioni umani. Insicuro, feroce, lunatico conquista al primo incontro l’anima di Guillaume de Joie, francese, elegante e così abile nel controllo di sé da sembrare quasi un alieno. Questi due protagonisti, così diversi e lontani nei loro punti salienti, riescono invece a compenetrarsi e completarsi così perfettamente da non poter più stare uno senza l’altro. E noi insieme a loro. Una delle mie scene preferite si trova nel primo racconto, “Starkillers” in cui i due, sotto l’effetto di una droga, passano la notte a immaginare di sparare alle stelle estinguendo intere galassie. La complicità e l’alchimia tra i due è incredibile ed è intorno a questo concetto, l’alchimia, che ruota tutta la narrazione. Legame unico e raro che non si riscontra solo tra i due personaggi del romanzo ma anche tra le due scrittrici che fondono il loro stile e la loro narrazione in maniera sublime tra le pagine di questo romanzo.

Un unico battito, un unico respiro che ci spinge dall’inizio alla fine, travolti dalla passione e dalla voglia di vita (ironia della sorte) di questi due vampiri, che lasceranno per sempre un segno nel vostro cuore.

«Raistan accolse quella preghiera come un dio benevolo e generoso. Prese tutto il dolore che provava, tutta la paura, tutta la rabbia: dolore per ciò che aveva già perduto e che avrebbe potuto perdere, paura di restare solo ancora una volta ad assistere impotente allo strazio della propria anima, rabbia verso Guillaume per averlo reso così indifeso e verso se stesso per averglielo lasciato fare. Prese tutti questi sentimenti e li strinse tra le mani, sbriciolandoli in polvere finissima, che piovve sul corpo che giaceva sotto di lui

Se non è poesia questa…

-Jess