“Sto morendo di caldo!”
Chrysale valutΓ² mentalmente che quella era solo la millesima volta che il suo compagno di viaggio erompeva in quell’esclamazione lamentosa.
Dalla venticinquesima egli aveva scelto deliberatamente di ignorarlo, perchΓ© conosceva abbastanza Loredan da sapere che, se avesse seguitato a dargli retta e a commiserarlo seppur minimamente, il mago si sarebbe adagiato nel suo consueto vittimismo, portandolo all’esasperazione.
Non che fosse facile esasperare Chrysale…
D’altra parte, benchΓ© il caldo fosse effettivamente molto intenso, come del resto era stato per tutta quella prima settimana d’estate, era certo di non doversi preoccupare dell’eventualitΓ  che il suo compagno stramazzasse a terra da un momento all’altro.
Con un movimento fluido e aggraziato della mano, Loredan aveva nel frattempo fatto comparire dal nulla un fastoso ventaglio di seta color malva, decorato con nastri e piume variopinte, e se lo andava sventolando con aria stizzita e depressa sotto il naso.
“Se avessi saputo che mi sarei imbattuto in un clima simile, – riprese a lamentarsi – sarei rimasto ad Aruna”.
Chrysale scosse appena le spalle.

 

da Chrysale: Il caldo alito del deserto